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Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo, Elena Russo. La tua carriera è costellata di tanti successi, dal cinema al teatro passando per la televisione . Mi racconti le tappe salienti che ti sono rimaste più nel cuore?

Elena Russo attrice

Gli esami non finiscono mai, diceva il grande Eduardo. La cosa bella è che non c’è nessun lavoro che io abbia fatto, che non rifarei. Baciami Piccina forse è stato il più sofferto, per me. Perché erano tutti uomini tranne qualche donna dei vari reparti del cinema.

L’uomo si sa, insieme agli altri diventa maschilista quindi credo che il regista durante le riprese non mi abbia amata molto come attrice, ma è stata un’esperienza formativa. Fino ad arrivare a Furore, oggi è il lavoro che mi ha dato molta soddisfazione con il pubblico, e io amo Sofia Fiore, quasi come fosse una conseguenza di me, un altro io, insomma la sento vicina a me.

Come definiresti il tuo mestiere di attrice?

Il lavoro di attrice è impegno-metodo, quando inizio un lavoro, per me non esiste niente altro…

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